Una storia che dura da cento anni

Artista, artigiano, imprenditore e commerciante, conoscitore di gemme e pietre preziose Giulio Nardi, fiorentino per nascita, giunge a Venezia nel 1920 ed inaugura la sua prima attività orafa nella celebratissima Piazza San Marco.

Inizialmente dedicato alla lavorazione dell’argento e del cristallo, si appassiona rapidamente alla gioielleria iniziando a disegnare e realizzare pezzi estremamente preziosi nel laboratorio ubicato dietro la Piazza, ancora oggi sede della produzione.

L’amore per la città lagunare e le sue luci diviene così intenso da costituire fonte primaria di ispirazione per l’attività del gioielliere, che con le sue creazioni si propone di portare Venezia nel mondo.

L’utilizzo di tecniche di lavorazione artigianale ispirate all’arte orafa veneziana del XVIII secolo, la continua ricerca estetica, il gusto per l’arte e l’utilizzo di materiali estremamente preziosi posizionano Nardi ai massimi livelli dell’alta gioielleria.

Nel 1931 il genio artistico e l’amore per l’esotismo ispirano Giulio Nardi a reinterpretare uno dei pezzi più amati e noti dell’iconografia veneziana, il “Moretto” con turbante ingemmato, la cui rivisitazione renderà il marchio Nardi famoso in tutto il mondo.

Già amato e apprezzato dall’alta società veneziana Nardi raggiunge nel secondo dopoguerra fama internazionale.
Gli anni della Dolce Vita infatti fanno di Venezia luogo privilegiato di incontro del jet set internazionale e le creazioni Nardi affascinano personaggi di cultura, sport e spettacolo: da Liz Taylor a Grace Kelly, da Ernest Hemingway a Arthur Rubinstein, dalla principessa Paola di Liegi ai reali di Spagna e Grecia, da Marilyn Monroe a Barbara Hutton, da Joe di Maggio a Elton John.